In un paese sperduto c’erano 3 streghe che possedevano un cristallo e se qualcuno non gli avesse tolto dalle mani quel cristallo la terra sarebbe scoppiata. Anche se le streghe erano tre ci volevano 6 giovani guerrieri coraggiosi che capitarono proprio a tiro per intraprendere la missione e quindi prepararono l’occorrente:
- pugnali, spade, archi;
- pozioni per guarire;
- cibo, bevande;
- tende per dormire.
Il primo si chiamava Jerri ed era alto e magro, poi c’era Guglielmo che era basso e grasso. Un altro forte e coraggioso il cui nome era Artù; in seguito venivano Asinetto, Secchione e Ulisse il campione di pesi.
Montarono sui cavalli e partirono per il loro lungo viaggio. Ma, incontrarono un ostacolo: dovevano attraversare un ponte molto traballante con sotto, dopo un paio di chilometri, la lava bollente. Secchione che aveva studiato la fisica disse:
- Dobbiamo attraversare il ponte uno alla volta, altrimenti caschiamo nel precipizio.
Però Asinetto, che non era affatto intelligente, tirò un masso nel ponte e così non ebbero modo di continuare il loro viaggio.
Stava arrivando la sera quando decisero di fermarsi a mangiare e a dormire; divorarono affamati pasta, bistecca e budino.
La mattina successiva decisero di costruire un ponte e così si misero di buona lena per cercare della legna d’abbattere. Quando ebbero a disposizione il legno, attaccarono i pezzi uno con l’altro e così gli amici poterono continuare il loro viaggio. Ma proprio quando pensarono di essere al sicuro si ritrovarono davanti le tre streghe. Esse indossavano pantaloni con delle toppe, una maglietta stappata, un mantello e come pantofole due pantegane morte. Avevano i capelli grigi, crespi e un brufolo gigante sul naso. Guglielmo con aria seria disse loro:
- Avete mai sentito dire “fondotinta”?
- Si vede che non usate “pantene”! – rise Asinetto.
- Ce la pagherete cara! E comunque non avete letto la rivista “streghe alla moda”! Ah, ah, ah, ah, ah, ah! – gridarono in coro.
Senza aspettare altro i nostri giovani eroi iniziarono la battaglia per prendere il cristallo; ognuno di loro prese un’ arma da quelle che avevano portato. Artù e Asinetto si buttarono sulla prima strega, mentre Ulisse e Guglielmo sulla seconda e gli ultimi rimasti, Jerri e Secchione sulla terza: gli attacchi dei guerrieri erano molto efficaci ma non abbastanza per eliminare le streghe che a loro volta avevano degli scudi efficaci. Secchione suggerì ai loro compagni di continuare gli attacchi finché le streghe non si fossero stancate abbastanza per colpirle con il loro attacco finale nonché conosciuto come il classico proverbio “uno per tutti e tutti per uno”. Un secondo dopo le megere erano sfinite e i nostri eroi approfittarono per unirsi a formare un unico grande guerriero valoroso che uccise le streghe in un colpo solo. – Finì di raccontare Ulisse a suoi adorati pargoletti.
Così finisce questa favola, ma se volete leggere altre storie seguiteci nel nostro blog!
Beatrice e Sara
- pugnali, spade, archi;
- pozioni per guarire;
- cibo, bevande;
- tende per dormire.
Il primo si chiamava Jerri ed era alto e magro, poi c’era Guglielmo che era basso e grasso. Un altro forte e coraggioso il cui nome era Artù; in seguito venivano Asinetto, Secchione e Ulisse il campione di pesi.
Montarono sui cavalli e partirono per il loro lungo viaggio. Ma, incontrarono un ostacolo: dovevano attraversare un ponte molto traballante con sotto, dopo un paio di chilometri, la lava bollente. Secchione che aveva studiato la fisica disse:
- Dobbiamo attraversare il ponte uno alla volta, altrimenti caschiamo nel precipizio.
Però Asinetto, che non era affatto intelligente, tirò un masso nel ponte e così non ebbero modo di continuare il loro viaggio.
Stava arrivando la sera quando decisero di fermarsi a mangiare e a dormire; divorarono affamati pasta, bistecca e budino.
La mattina successiva decisero di costruire un ponte e così si misero di buona lena per cercare della legna d’abbattere. Quando ebbero a disposizione il legno, attaccarono i pezzi uno con l’altro e così gli amici poterono continuare il loro viaggio. Ma proprio quando pensarono di essere al sicuro si ritrovarono davanti le tre streghe. Esse indossavano pantaloni con delle toppe, una maglietta stappata, un mantello e come pantofole due pantegane morte. Avevano i capelli grigi, crespi e un brufolo gigante sul naso. Guglielmo con aria seria disse loro:
- Avete mai sentito dire “fondotinta”?
- Si vede che non usate “pantene”! – rise Asinetto.
- Ce la pagherete cara! E comunque non avete letto la rivista “streghe alla moda”! Ah, ah, ah, ah, ah, ah! – gridarono in coro.
Senza aspettare altro i nostri giovani eroi iniziarono la battaglia per prendere il cristallo; ognuno di loro prese un’ arma da quelle che avevano portato. Artù e Asinetto si buttarono sulla prima strega, mentre Ulisse e Guglielmo sulla seconda e gli ultimi rimasti, Jerri e Secchione sulla terza: gli attacchi dei guerrieri erano molto efficaci ma non abbastanza per eliminare le streghe che a loro volta avevano degli scudi efficaci. Secchione suggerì ai loro compagni di continuare gli attacchi finché le streghe non si fossero stancate abbastanza per colpirle con il loro attacco finale nonché conosciuto come il classico proverbio “uno per tutti e tutti per uno”. Un secondo dopo le megere erano sfinite e i nostri eroi approfittarono per unirsi a formare un unico grande guerriero valoroso che uccise le streghe in un colpo solo. – Finì di raccontare Ulisse a suoi adorati pargoletti.
Così finisce questa favola, ma se volete leggere altre storie seguiteci nel nostro blog!
Beatrice e Sara
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