mercoledì 1 aprile 2009

Ettore e Achille

La battaglia stava infuriando. Patroclo, era morto da poco, quando Achille arrivò sul luogo
Dove i due eserciti stavano combattendo: era proprio sotto le mura della città di Troia.
Un guerriero gli stava venendo incontro urlando, quando lui con un guizzo sguainò la spada e con un colpo secco gliela conficcò in pancia. Il guerriero si accasciò a terra morente. Intanto achille si avvicinò al cuore della battaglia. Si accorse con la coda dell’occhio che Ettore gli stava venendo incontro con la spada sguainata. Achille, sollevò la sua e, durante questo movimento, tutti i guerrieri intorno si dileguarono. Sul campo di battaglia rimanevano soltanto i due contendenti: solo uno dei due sarebbe sopravvissuto. Tutt’attorno si respirava un’aria di profonda tensione. I due alzarono al vento le lucenti spade e pronunciarono il giuramento:
“Qualunque avversario io sconfigga, dovrò restituire il suo corpo ai suoi familiari”. Così diceva il giuramento.
Lo scontro fu cruento e non venivano risparmiati colpi crudeli da entrambe le parti. In poco tempo, però Ettore ebbe la peggio, la spada di Achille gli aveva fatto venir meno le forze per potersi difendere con successo: la sua morte gettò nella disperazione tutta la città di Troia. Il padre di Ettore ben conoscendo il giuramento che era stato pronunciato, si diresse subito verso la tenda di achille per recuperare il corpo del figlio; lo riportò dentro le mura di Troia per rendere onore al corpo. La guerra durò dieci anni procurando migliaia di morti da entrambi le parti. Gli Achei vinsero grazie all’astuzia di Ulisse …… ma questa è un’altra storia.

Luca C.

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